Archive for May, 2005

Moving

Not much happened on this blog lately: life is just too busy to blog about it. However, expect news real soon now: lot's of things are moving and there are very good news coming out - assuming I'll have time to blog about them, of course.

Anyway, this blog is going to move in the next few days to a new server. We switched our colo provider to a much better one (actually, one of my previous employers, and we're shuffling services around. I'm also considering moving to a different blog engine (wordpress being the most likely candidate) but I need to figure out a migration path first. Do expect some rubble and dust while the DNS is updating and I'm struggling to find the time to move everything to my new home.

-2.5 in terra di Franciacorta

La più bella gara che ho giocato fino ad ora: splendido il campo, organizzazione veramente da signori, ottima compagnia e belle mangiate. Gli organizzatori sanno fare il loro mestiere, e si è visto.

Le premesse non erano delle migliori: ne venivo da un viaggio lampo a Londra, su tradotta Ryanair (che cerco di evitare come il fumo negli occhi, ma a volte mi tocca), con arrivo a Londra all'una del mattino e ritorno su Milano alla stessa ora del giorno dopo. Mi aspettava un tee time alle 8.30 a un buon centinaio di chilometri di distanza e sulla famigerata A4, per cui la sveglia era puntata alle 5.30. Fortunatamente a quell'ora non ho trovato traffico, per cui alle 7 ero puntuale di fronte al campo ancora chiuso: tempo mezz'oretta ed ero in campo pratica, a cercare di sciogliere quel poco di muscolatura rimasta dopo il massacro dei giorni precedenti e a capire quanto a destra o a sinistra del bersaglio avrei dovuto mirare (andare dritti sembrava una chimera).

In gara la partenza è stata esaltante: al tee della sei avevo 14 punti in saccoccia e ho fatto il solito errore di contarli. Puntuale come una cambiale è arrivata la prima X, stupida come poche: par 5, terzo colpo al green da 130 metri, doppio socket di ferro 8 di fila finito in fuori limite. Cervello in pappa e 3 punti in quattro buche. Alla ripresa sembrava andare meglio, ma un putt sbordato per il par mi ha mandato in confusione, tanto che alla 11 credevo di avere il pitch in mano e avevo invece il ferro 9: due palle in lago e un altro par 3 terminato con una X. Fortunatamente, poi, mi sono un po' ricomposto e ho ricominciato a giocare a golf, tirando fuori 19 punti dalle seconde 9 che mi hanno permesso di arrivare alla fine T5, con il quarto punteggio (medaglia di legno, ma va bene così) e di scendere di 2.5 colpi. L'obiettivo dell'anno (arrivare a 24) è ancora lontano, ma comincio a vedere un po' di luce in fondo al tunnel. E la prossima volta giuro che lo score non lo guardo più prima della 18.

Tiger is here

So I happily joined the crowd of Tiger adopters (isn't anyone out there updating?) and so far I have mixed feelings. After the update my machine slowed to a crawl, possibly due to Spotlight indexing (this was somewhat expected) and it took a full night to recover (when I woke up, indexing was still running).

When my powerbook went responsive again, I found myself stuck with Mail.app consistently crashing whenever I tried to perform exotic operations such as opening a message. Nothing seemed to work, and I was about to switch to Thunderbird and sorely miss Spotlight indexing on my emails, something I desperately need and one of the main reasons for an upgrade. Luckily enough I found out that I needed to upgrade my GPGMail extension, which is next on my todo list, right before filling up my dashboard with useless eye candies.

Overall, everything seem to work and the machine looks a tad faster as well: however, I can't quite understand why my hard disk keeps spinning all the time (no, it's not swap). Spotlight again, maybe? More than performance, what's worrying me is hard disk and battery life: being a roadwarrior with powerbook batteries already showing signs of wear, I'm afraid I might not be able to enjoy my 2+ hours of unpowered life anymore.

Commenti dall'Open d'Italia

Con stasera è finito il massacro dell'Open d'Italia, occasione per quattro giorni di ferie e di golf. Alcune impressioni a caldo:

  • il mestiere che mi è toccato come volontario (spotter per la TV inglese: armati di una radio si segue un team comunicando punteggi o tiri particolari alla regia del Tour) è tanto interessante quanto faticoso: nei primi giorni ci sono toccati più team a testa, e come risultato ho camminato per circa un centinaio di buche: in pratica conosco per nome ogni zolla di Tolcinasco;
  • Cabrera mi ha colpito. Fisicamente. Alla coscia sinistra, per essere precisi: alla buca 13 ha tirato il secondo colpo praticamente dal lago e ha agganciato il tiro. Ha avuto la fortuna di colpire la mia gamba, che gli ha ribattuto la palla in bunker ed evitato il fiumiciattolo: il risultato per lui è stato il par, per me una piccola botta e la palla autografata;
  • questi giorni di gara sono stati estremamente istruttivi. Vedere i professionisti giocare permette di capire come la chiave nel golf è la fluidità e non la forza: questi signori vanno sulla palla, non ci pensano troppo e fanno uno swing ritmato e senza sforzo. E la palla vola. La seconda importante lezioni è la strategia di gioco: nessuno in campo (beh, a parte Canonica, ma si sa) tira colpi che sa che potrebbero fare danno: i colpi si risparmiano nell'economia di un giro e se si finisce nei guai è molto meglio perdere un colpo e fare lay-up con il pitch che provare il colpo impossibile che te ne fa poi perdere tre;
  • oggi ho girato con Canonica, e ho capito perché non vince. Alla buca 11 (dopo essere arrivato in green con il primo colpo alla 10) ha tirato un drive da spavento, arrivando a dieci metri dal collar. Ha poi voluto fare lo scozzese, ma l'approccio a correre gli è rimasto in mano e ha tirato il terzo colpo da inizio green, mangiandosi un birdie già fatto. La sfiga ha fatto il resto, con due o tre putt rimasti sull'orlo della buca, ma se solo migliorasse il gioco corto penso che lo vedremmo un bel po' di volte a giocarsela negli USA;
  • domani c'è la gara per i volontari, ciliegina sulla torta di questo lungo weekend. La buona notizia è che ormai conosco il campo buca per buca, ma per il resto c'è da ridere per non piangere: fairway stretti come viottoli di montagna, un durissimo rough che arriva al ginocchio e green di marmo. Qualunque cosa sopra in 18 punti sarà un successo e, soprattutto, sarà dura non andare in depressione vedendo dove finiranno i nostri colpi rispetto a quelli dei pro...